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La leggenda di Santa Cecilia

Una delle cose da dover assolutamente vedere a Roma, è la basilica di S.Cecilia in Trastevere nell’omonima Piazza di S.Cecilia. Al suo interno potrete osservare la tomba di santa Cecilia, patrona della musica, nel dettaglio la bellissima statua opera di Stefano Maderno in cui la santa è ritrattata in una posa insueta: sdraiata con il capo rivolto come a guardare alle sue spalle le mani abbandonate di lato una delle quali indica la trinità.

Ebbene c’è una leggenda dietro questa statua.
Santa Cecilia sarebbe nata in una nobile famiglia romana nel II secolo d.C. destinata a sposare un patrizio di nome Valeriano al quale confidò durante il matrimonio d’esser cristiana e di voler rimanere casta, inizialmente Valeriano ne rimase indispettito ma finì con il convertirsi anche lui ed il fratello al cristianesimo. Furono scoperti all’epoca delle persecuzioni e condannati a morte. La leggenda dice che da prima cercarono di uccidere Cecilia con i vapori di un calindarium non riuscendovi la decapitarono. Papa Urbano I seppellì la santa nelle catacombe di S.Callisto e nella casa di Cecilia fece costruire una chiesa. Si narra poi che nel 820 d.C. Papa Pasquale I vede in sogno Santa Cecilia che gli indica il luogo esatto dov’è sepolta. Il papa fa eseguire degli scavi e vi trova effettivamente la salma intatta. Nel 1599 infine si decide di studiare la salma per scoprire se sia effettivamente quella della santa ed effettivamente si nota un profondo taglio sul collo. A Maderno dunque fu commissionata l’opera che ritraeva la santa esattamente com’era stata trovata con il dettaglio delle mani ad indicare la trinità.

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