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Aironi, tartarughe e cormorani sul Tevere

Notti romane e avvistamenti curiosi sul Tevere che nasce dal Monte Fumaiolo, attraversa Toscana, Umbria e Lazio, sfociando nel Mar Tirreno.  Ma si può andare oltre la descrizione geografica se si ha la pazienza di osservarlo come “luogo ricco di biodiversità” – così lo definisce il WWF – soprattutto per il tratto nord, a monte della confluenza con l’Aniene.

Quando gli acquazzoni estivi si abbattono sul fiume movimentandone le acque ecco apparire , ma morti, cefali, anguille, carpe, rovelle; sono vivi, invece, cormorani, garzette e aironi cenerini, e nel silenzio nidificano il pendolino, il martin pescatore e ballerina gialla. I germani reali possono essere più rari degli ormai numerosi gabbiani reali che nidificano sia lungo il fiume che nel Centro Storico (sui tetti di Palazzo Braschi, Palazzo Mattei, Chiesa del Gesù) e anche in periferia.

Rospi comuni, rane verdi, raganelle, rospi smeraldini e la biscia dal collare (acquatica) soprattutto a nord del centro; anche testuggine americana, importata illegalmente e ormai concorrente della testuggine palustre nostrana. Ma, su tutti, va segnalata la nutria: un roditore del Sud America sfuggito alla cattività e al misero destino di animale da pelliccia e insediato ormai in tutta Italia.

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